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ESISTE N RANGE DI DIFFERENZA DI ETA’ FRA DUE PERSONE INNAMORATE AFFINCHE’ UNA COPPIA POSSA CONVIVERE CON LE STESSE MODALITA’ ED INTERESSI?
La nostra società è molto cambiata, anzi è in continuo cambiamento, non a caso di chiama società liquida, anche se la nostra educazione è rimasta quella di 70 anni fa.
Questa è una delle cause dei problemi tra i sessi, in particolar modo amorosi (si vedano i fatti di cronaca con stalking e femminicidi).
Fatta questa premessa, per rispondere alla domanda posso dire che dalla mia esperienza più che di età si deve parlare di maturità. Possiamo trovare persone assolutamente immature a 40/50 anni e altre a 20/30 anni, dipende dall’educazione ricevuta, dall’autonomia, dalla capacità di guardarsi dentro (cosa rara nella nostra cultura così “accellerata”). Non dimentichiamo che per vivere bene ed in profondità dobbiamo sviluppare l’intelligenza INTRAPERSONALE, ossia la capacità di fermarsi e riflettere su se stessi, e quella INTERPERSONALE, cioè essere in grado di capire gli altri e mediare in caso di conflitto.
Alla luce di quanto detto, la differenza di età diventa relativa. Il limite rimane quello dei figli soprattutto nei casi in cui la donna sia più vecchia dell’uomo.
Diciamo, comunque, che una decina d’anni più o meno, è un buon range per una vita di coppia soddisfacente, soprattutto dai 30 anni in poi.

PERCHE’ LE RAGAZZE SONO ATTRATTE DA UOMINI PIU’ GRANDI E VICEVERSA?
I motivi possono essere vari nel caso delle ragazze. L’uomo più vecchio ha più esperienza, in teoria dovrebbe essere più maturo, soprattutto ha un lavoro che per il ragazzo giovane può essere un miraggio al giorno d’oggi e quindi permette di progettare il futuro. In alcune ragazze, la scelta può puntare su un fattore economico e quindi su una persona economicamente “dotata”. Ma anche l’uomo non è da meno in alcuni casi: cerca la donna sistemata, magari con dei figli perché così non è costretto a diventare padre. Oppure apprezza la maturità e l’esperienza della donna più matura che gli permette un dialogo più profondo.
Un altro caso frequente è questo: la ragazza che non ha avuto un padre presente, in grado di darle supporto affettivo ed emotivo, può scegliere un uomo più vecchio che faccia le veci del padre. A lungo andare però il rapporto è destinato a finire perché una delle forme di amore patologico scambiate per vero amore è quello ACCUDENTE che però fa scemare l’attrazione fisica (non si può desiderare sessualmente un padre). Chi dovesse riconoscersi in questa situazione dovrebbe iniziare un percorso psicoterapeutico per risolvere il conflitto con il padre.
Lo stesso discorso vale per il ragazzo che sceglie la donna facente funzione di madre. In questo caso ha avuto una mamma dominante di cui è sempre stato succube e può ripetere così lo schema. Sigmund Freud parla di complesso di Edipo non risolto quando il figlio, poco autonomo e legato in maniera morbosa alla madre, o rimane single e si cerca una donna forte e più vecchia come la madre. Non la lascia, in genere, a differenza della femmina, ma la tradisce.
ESISTE DAVVERO LA CRISI DI MEZZ’ETA’?
Certamente, soprattutto nella nostra cultura del “devi essere giovane”. Alcune donne a 40 anni si sentono vecchie, altre con il sopraggiungere della menopausa, gli uomini a 50/60 anni. I sintomi possono essere i seguenti: depressione, paura della malattia e della vecchiaia, di non essere più sessualmente attraenti e della morte. Gli uomini temono di perdere la potenza sessuale, così legati a differenza degli orientali, alla penetrazione ed entrano in crisi…. Le donne si sentono pronte alla scadenza perché l’uomo tende a guardare e desiderare donne più giovani. Fortunatamente non sempre accade questo. Il segreto per non entrare in crisi di mezz’età è quello di convincersi che l’età non è quella anagrafica ma quella che ci si sente. Oltre ad avere cura dell’aspetto fisico è importante curare i valori, l’amicizia, gli interessi culturali per mantenersi giovani a lungo. Io, ad esempio, a 58 anni non mi sento affatto vecchia anzi ho ancora un sacco di cose da imparare.
La visione che quando si arriva alla mezz’età si comincia a scendere dalla vetta della montagna che rappresenta la vita deve essere sostituita con quella in cui si scende per un po’ ma poi si risale perché la saggezza, i valori fanno vedere la propria vita e la vita in genere da una prospettiva più ampia. Basta non aver portato con sé rancori, rimpianti e aver curato i valori spirituali.

MARIA CISTINA STROCCHI – psicologa-psicoterapeura, autrice di 15 volumi tra cui “la coppia che non scoppia “ e la coppia che scoppia, presidente dell’associazione “volere è potere” contro la violenza sulle donne
www.strocchimc.com
www.volereepotere.com

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LA POLIFEDELTA’

Il fenomeno dell’amare due persone è chiamato POLIFEDELTA’ ed è più frequente di quanto si creda. A soffrirne, se così si può dire, sono più gli uomini che le donne, perchè più indecisi ad intraprendere una nuova relazione, soprattutto se sposati. Sappiamo che nelle separazioni sono i maschi ad essere più penalizzati rispetto alle femmine a cui rimangono più frequentemente i figli (anche se esiste l’affido condiviso) e la casa di convivenza o coniugale. Al di là di questa situazione, esiste quella in cui la persona continua a volere bene a quella con cui sta assieme, ma nel contempo prova una forte passione che può sfociare in un sentimento per un’altra. In alcuni casi, la prima rappresenta il “porto sicuro”, il punto di riferimento, l’altra rappresenta l’amore vissuto con passione. Il motivo di ciò si può far risalire alla mancata educazione al sentimento dell’amore, per cui sempre più spesso assistiamo a rapporti di dipendenza, piuttosto che di amore, oppure a rapporti in cui uno diventa il genitore dell’altro, per cui viene perduta a poco a poco a mancare  la passione.
La tendenza poi dell’essere umano a dare le cose per scontate porta a rilassarsi nella relazione, a diventare abitudinari, per cui un po’ alla volta la passione si spegne.
Vi sono poi i casi in cui la persona veramente ama entrambi i partner. Con uno vengono soddisfatte determinate esigenze e con l’altro altri bisogni, per cui prova setimenti per entrambi e non sa cosa fare. Sono le situazioni più stressanti e devastanti dal punto di vista psicologico perchè la nostra cultura non ammette il doppio legame. Prima o poi, si deve scegliere o perchè si viene scoperti con il classico sms, quando meno te lo aspetti, oppure perchè la relazione subentrata dopo necessita di una scelta (il “secondo” partnerpreme per una soluzione a suo favore, naturlamente).
Sono i casi in cui l’individuo entra in psicoterapia perchè lacerato dentro dalla necessità di scegliere una persona e lasciare l’altra al suo destino. Subentra la gelosia, l’affano di pensare che potrà vivere una nuova storia e dimenticare le cose belle fatte insieme.
Alla luce di tutto ciò, sono arrivata alla conclusione che:
1.la fedeltà è una scelta perchè l’essere umano non è biologicamente fedele
2. è preferibile essere fedeli, cercando di migliorare il proprio rapporto di coppia con la comunicazione, la mediazione, eventualmente una terapia di coppia per evitare la
situazione della polifedeltà perchè si rischia di soffrire davvero tanto e a volte per sempre.
 

Mcristina Strocchi